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📰 Analisi politica · 29 marzo 2026

Stabilicum: la nuova legge elettorale spiegata a chi non fa il politico di professione

L'iter parlamentare è ufficialmente iniziato il 1° aprile alla Camera. Prima che i partiti se ne impadroniscano con slogan di parte, proviamo a capirla insieme — con i dati, senza tifare.

Partecipazione Attiva 📅 29 marzo 2026 ⏱ 7 minuti di lettura
Pensattivo nella sezione elettorale con i dubbi sullo Stabilicum
🔄 Aggiornamento — 2 aprile 2026

Il 1° aprile 2026 lo Stabilicum è stato ufficialmente incardinato in commissione Affari Costituzionali della Camera. Nominati 4 relatori (uno per ogni partito di maggioranza). Il primo passo sarà una fase di audizioni tecniche, poi il testo — probabilmente emendato — passerà all’esame di Camera e Senato. L’iter si ferma per le festività pasquali e riprende nelle prossime settimane.

Se ne parla ovunque. La chiamano Stabilicum, la difendono, la attaccano, la temono. Ma quanti sanno davvero cosa prevede? Quanti cittadini hanno capito cosa cambierebbe nel momento più importante della democrazia — quello in cui si entra in cabina elettorale?

Proviamo a raccontarla senza bandiere. Non siamo avvocati della maggioranza né dell'opposizione. Siamo un movimento di cittadini e ci interessa una cosa sola: che il tuo voto conti davvero.

Il punto di partenza: perché cambiare?

L'Italia ha avuto 68 governi in 80 anni di Repubblica. Una media di uno ogni quattordici mesi. Questo dato — reale e documentato — è al centro della proposta: l'obiettivo dichiarato dello Stabilicum è garantire governi stabili, evitare trattative infinite dopo il voto, sapere già la sera delle elezioni chi governerà.

È un obiettivo condivisibile? In astratto, sì. Il problema è sempre come si raggiunge.

Come funziona — in parole semplici

Lo Stabilicum supera il Rosatellum attualmente in vigore e introduce un sistema proporzionale puro, con un meccanismo di premio per chi vince.

📌 Se diventa legge, sarà la sesta legge elettorale della Repubblica Dopo il proporzionale puro della Prima Repubblica, il Mattarellum (1993), il Porcellum (2005), l'Italicum (2015) e il Rosatellum (2017). Ogni riforma ha detto di voler migliorare la precedente.

1. Sistema proporzionale puro

I seggi vengono assegnati in proporzione ai voti ottenuti da ogni partito o coalizione — su base nazionale per la Camera, regionale per il Senato. Vengono eliminati i collegi uninominali del Rosatellum, dove si votava anche per un candidato specifico nel territorio.

2. Premio di maggioranza

Alla coalizione che supera il 40% dei voti viene assegnato automaticamente un bonus di 70 deputati e 35 senatori, entro un tetto massimo di 230 seggi alla Camera e 114 al Senato. Significa che chi prende il 40% può arrivare a controllare ben oltre la metà del Parlamento.

3. Ballottaggio

Se nessuna coalizione raggiunge il 40% e le prime due si collocano tra il 35% e il 40%, scatta un secondo turno tra sole due forze. Un ballottaggio nazionale — una novità assoluta per l'Italia.

4. Soglie invariate

3% per i partiti singoli, 10% per le coalizioni — le stesse del Rosatellum. Chi non raggiunge la soglia non entra in Parlamento.

5. Nessuna preferenza

Come con il Rosatellum, i cittadini non possono indicare un candidato specifico. Si vota il partito o la coalizione, e chi entra in Parlamento lo decide la segreteria di partito nell'ordine della lista.

Rosatellum vs Stabilicum — il confronto

AspettoRosatellum (attuale)Stabilicum (proposto)
SistemaMisto (proporzionale + uninominale)Proporzionale puro
Collegi uninominaliSì — circa 1/3 dei seggiNo — eliminati
Premio di maggioranzaNoSì — 70 dep. + 35 sen. al 40%
PreferenzeNo — liste bloccateNo — liste bloccate
BallottaggioNoSì — se nessuno al 40%
Soglia sbarramento3% / 10% coalizioni3% / 10% coalizioni

Le 4 domande che ogni cittadino dovrebbe farsi

Il mio voto vale davvero?
Il sistema di base è proporzionale — ogni voto conta per assegnare seggi. Ma il premio di maggioranza può amplificare enormemente il risultato della coalizione vincente. Il costituzionalista Michele Ainis stima che una coalizione con il 40% dei voti possa ottenere oltre il 55% dei seggi — superando anche le soglie che permettono di eleggere giudici costituzionali e altre cariche di garanzia dello Stato.
Posso scegliere il mio rappresentante?
No. Né con il Rosatellum né con lo Stabilicum puoi indicare chi vuoi in Parlamento. In entrambi i sistemi le liste sono bloccate: entrano in Parlamento le persone scelte dal partito, nell'ordine deciso dal partito.
Cosa succede se nessuno vince al primo turno?
Se le prime due coalizioni sono tra il 35% e il 40%, si va al ballottaggio. Un secondo voto tra le due sole forze più votate. I costituzionalisti segnalano un rischio tecnico: potrebbe succedere che alla Camera vinca una coalizione e al Senato un'altra — con due premi di governabilità per due schieramenti diversi, rendendo impossibile governare.
È costituzionale?
È il grande punto interrogativo. La Corte Costituzionale ha già bocciato in passato leggi elettorali con premi di maggioranza (Porcellum nel 2014, parti dell'Italicum nel 2017). Diversi costituzionalisti stimano che un premio che porta una coalizione sopra il 55-60% dei seggi con il 40% dei voti possa essere dichiarato incostituzionale. Il dibattito è aperto e la Consulta potrebbe essere chiamata a pronunciarsi.

Il metodo, non solo il merito

Indipendentemente da come la si pensi sul contenuto della riforma, c'è una questione di metodo che riguarda tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento politico.

La proposta è stata scritta di notte, solo dalla maggioranza, senza confronto con l'opposizione. L'iter parlamentare inizia domani 31 marzo, a meno di 24 ore dalla chiusura del referendum sulla giustizia — un calendario che ha sorpreso le stesse forze di opposizione. Le regole del gioco democratico sono quelle che valgono per tutti, oggi e domani, chiunque governi. Per questo, storicamente, le leggi elettorali migliori sono nate da un ampio consenso parlamentare, non dalla forza numerica di chi è al governo.

Non è una valutazione politica. È una regola di buon senso democratico.

✊ La posizione di Partecipazione Attiva

Il voto è sacro. Le sue regole devono essere condivise.

Lo Statuto di Partecipazione Attiva è fondato sulla Costituzione Italiana e sul principio che la sovranità appartiene al popolo. Per noi questo non è uno slogan: significa che le regole con cui i cittadini esprimono quella sovranità — le leggi elettorali — non possono essere scritte da una sola parte per avvantaggiare sé stessa.


Non siamo contrari alla ricerca della stabilità di governo — è un obiettivo legittimo. Siamo contrari a qualsiasi riforma che riduca il peso reale del voto di ciascun cittadino, che tolga la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, che venga approvata senza il più ampio consenso possibile tra tutte le forze parlamentari.


Chiediamo che l'iter parlamentare sia trasparente, che le audizioni dei costituzionalisti siano pubbliche e accessibili, e che i cittadini vengano informati — con chiarezza e senza propaganda di parte — di cosa cambierà nel loro voto.


Continueremo a seguire e raccontare ogni passaggio. Perché questa è politica che riguarda tutti. Non solo chi ha la tessera di un partito.

I prossimi passi — tieniti aggiornato

Da domani 31 marzo la proposta entra ufficialmente in Commissione Affari Costituzionali della Camera. I tempi di approvazione dipenderanno anche dall'opposizione, che ha annunciato battaglia. Il percorso potrebbe essere lungo mesi — o, se la maggioranza accelerasse, molto più rapido.

Partecipazione Attiva seguirà ogni passaggio e tornerà ad aggiornarti con analisi chiare, senza tifare. Perché il tuo voto è troppo importante per lasciarlo spiegare solo ai professionisti della politica.

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