Il contesto: emergenze continue, risposte in ritardo
Partecipazione Attiva sostiene da oltre quattro anni le iniziative dell’associazione “Un Mondo Positivo – Moneta Positiva”. Il prossimo 9 aprile 2026, presso la Camera dei Deputati, verrà presentata una proposta di legge che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui l’Italia affronta le emergenze: finanziare gli interventi senza aumentare il debito pubblico.
Sarò presente in sala, a Palazzo San Macuto, per rappresentare Partecipazione Attiva, perché crediamo che questa proposta meriti tutta l’attenzione e il sostegno della società civile.
“Dalla protesta alla proposta — per uscire dalla crisi economica”
Posti limitati a 80 persone. Per partecipare scrivi a: moneta.positiva@gmail.com
«Proposta di Legge per finanziare subito le emergenze senza debito»
Il problema: calamità e ritardi strutturali
L’Italia è un Paese strutturalmente esposto a eventi calamitosi: alluvioni, frane, terremoti, cicloni. Il recente ciclone Harry ha devastato Calabria, Sicilia e Sardegna con danni stimati pari a circa l’1% del PIL nazionale — una perdita di gettito fiscale nell’ordine dei 6–7 miliardi di euro.
Eppure la risposta dello Stato segue sempre lo stesso copione: appena 100 milioni di euro stanziati in prima battuta per tre regioni devastate, procedure lente, ristori insufficienti. Il risultato? Imprese che chiudono, redditi che si contraggono, comunità che restano abbandonate per anni.
Quando una calamità colpisce, non si perdono solo edifici e infrastrutture. Si perde PIL attuale e futuro, si riduce il gettito fiscale, si erodono le basi della coesione sociale. Il ritardo nei ristori non è un problema tecnico: è una scelta che ha costi economici reali e valutabili.
La sfida non è solo avere risorse. È averle subito. La disponibilità delle risorse spesso c’è, ma non è immediata: è vincolata a procedure complesse, e questo ritardo si traduce in ritardi nei pagamenti, nell’avvio dei lavori, nell’erogazione dei ristori.
Lo strumento: il SIRE
Il SIRE (Sistema Integrato di Risparmio Erariale) è un credito d’imposta cedibile concepito per rendere disponibili risorse finanziarie immediate senza generare nuovo debito pubblico, nel pieno rispetto delle norme europee e nazionali.
• Recepito nelle norme europee dal Manuale del Deficit e del Debito Pubblico (MGDD), aggiornato nel 2022 da Eurostat
• Proposto da Mario Draghi nel 2024 nel Rapporto sulla Competitività Europea (pag. 38, Parte B)
• Già presentato alla Regione Emilia-Romagna nel marzo 2024 per l’emergenza alluvione
• Illustrato alla Camera dei Deputati nel convegno del 3 giugno 2025
In concreto, il SIRE è un credito d’imposta che può essere ceduto fin dall’emissione, utilizzato per compensare qualsiasi debito verso lo Stato, e che non rientra nello stock di debito pubblico. Un elemento innovativo è l’incremento annuo del valore nominale (2–3%), che lo rende simile a una forma di risparmio fiscale remunerato: questo incentiva la detenzione nel tempo anziché l’uso immediato, diluendo l’impatto sulle entrate.
Come funziona in pratica
Il meccanismo è più semplice di quanto si possa immaginare. Ogni cittadino italiano possiede già un Cassetto Fiscale presso l’Agenzia delle Entrate. La proposta prevede di affiancargli una “Tasca Fiscale” (Ta.Sca.) — da “Tasse Scambiabili” — dove far circolare i Crediti d’Imposta Cedibili (CIC).
Lo strumento di interfaccia? La tessera sanitaria, che già oggi comunica in tempo reale con il sistema fiscale nazionale usando la stessa infrastruttura dei pagamenti elettronici. I crediti potrebbero essere trasferiti tramite i normali POS commerciali, come un pagamento in euro, ma realizzato attraverso lo scambio di imposte future.
La differenza fondamentale: gli euro circolano nei conti correnti bancari e sono tecnicamente passività delle banche private. I CIC, invece, sono di proprietà diretta del cittadino, perché risiedono nella sua Tasca Fiscale, identificata dal Codice Fiscale.
Non servono nuove tecnologie, né monete alternative, né infrastrutture complesse. Serve una scelta politica consapevole: usare in modo intelligente strumenti che già esistono nel nostro ordinamento.
Compatibilità con le regole europee
Nel 2022 Eurostat ha aggiornato il Manuale del Deficit e del Debito Pubblico introducendo una distinzione tra crediti d’imposta pagabili (assimilabili a spesa pubblica) e non pagabili (che incidono sul deficit solo al momento dell’effettiva compensazione). In entrambi i casi, non configurano debito pubblico.
Il SIRE, con il suo meccanismo di differimento di almeno due anni e il rendimento implicito che incentiva la detenzione, presenta una bassa probabilità di compensazione immediata. Questo consente una classificazione contabile tra i crediti non pagabili, con effetti neutri su debito e, in determinate condizioni, anche sul deficit.
Applicazione concreta nelle emergenze
In presenza di eventi calamitosi, l’emissione di crediti fiscali trasferibili consentirebbe allo Stato di finanziare rapidamente soccorsi e assistenza immediata, ricostruzione di infrastrutture, interventi di prevenzione e messa in sicurezza, e sostegno temporaneo a famiglie e imprese.
L’attivazione di spesa genererebbe nuova base imponibile, con un effetto moltiplicativo sull’economia reale e un parziale recupero di gettito. Intervenire velocemente riduce drasticamente il mancato gettito fiscale causato dal blocco delle attività produttive.
Un precedente storico: la tessera annonaria
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la tessera annonaria — introdotta tra il 1940 e il 1949 — fu uno strumento essenziale per garantire la sopravvivenza della popolazione civile: un documento nominativo per razionare i beni di prima necessità.
Oggi disponiamo già di uno strumento tecnologicamente molto più avanzato che svolge, in parte, una funzione analoga: la tessera sanitaria. Ogni volta che acquistiamo un farmaco, la tessera comunica in tempo reale l’operazione al Sistema Sanitario Nazionale, usando la stessa infrastruttura digitale dei pagamenti elettronici.
Lo stesso meccanismo può essere utilizzato per comunicare trasferimenti di crediti d’imposta tra Cassetti Fiscali, usando i normali POS commerciali. Non è fantascienza: è ingegneria fiscale applicata con tecnologie che già possediamo.
• Non richiede aumento della pressione fiscale
• Può essere attivato rapidamente
• È compatibile con il quadro contabile europeo
• Sostiene l’economia reale in fasi emergenziali o recessive
Perché Partecipazione Attiva c’è
Le emergenze che colpiscono ciclicamente l’Italia non sono soltanto eventi naturali, ma fattori di vulnerabilità sistemica. Incidono su due elementi costitutivi dello Stato — il territorio e la comunità che lo abita — e assumono una dimensione di sicurezza nazionale.
Partecipazione Attiva crede che non possano essere affrontate con strumenti ordinari di bilancio: richiedono meccanismi straordinari, tempestivi e strutturalmente adeguati. Per questo sarò presente il 9 aprile alla Camera dei Deputati, per portare la voce di chi chiede risposte concrete e immediate.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Moneta Positiva. Chi fosse interessato a partecipare in presenza può scrivere a moneta.positiva@gmail.com.