🆕 Aggiornamento 2026 (dati Ministero della Salute / ISTAT / Corte dei Conti): Nel 2025 oltre 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per motivi economici o per liste d'attesa insostenibili. Il SSN ha un deficit strutturale di 3,6 miliardi di euro. Le liste d'attesa per una risonanza magnetica superano i 2 anni in alcune regioni del Sud. La spesa sanitaria pubblica italiana (6,2% del PIL) resta tra le più basse dell'Europa occidentale.

I fondi esauriti in tre mesi: il paradosso dei laboratori convenzionati

Il problema della sanità pubblica italiana è ormai strutturale. I fondi assegnati ai laboratori convenzionati — come documentato direttamente in Campania — si esauriscono già nei primi tre mesi dell'anno. A quel punto il cittadino si trova davanti a un bivio: accedere al servizio privato presso lo stesso laboratorio pagando la tariffa piena, oppure attendere la riassegnazione di nuovi fondi pubblici, peraltro sempre con il pagamento del ticket.

Il paradosso è evidente: le strutture esistono, il personale è disponibile, ma il meccanismo di finanziamento produce code insostenibili per chi non può permettersi di pagare. Si stima che, solo in alcune regioni del Sud, oltre il 30% degli esami diagnostici urgenti venga posticipato per esaurimento fondi nel primo quadrimestre.

Pronto soccorso: mortalità raddoppiata in dieci anni

La soppressione e l'accorpamento degli ospedali pubblici e dei pronto soccorso — decisi in nome di una logica aziendalistica di costo/beneficio — ha prodotto effetti devastanti sulla salute dei cittadini.

⚠️ Dati SIMEU — Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, 2023

La mortalità nei pronto soccorso è aumentata del 100% negli ultimi dieci anni, con tempi di attesa che arrivano regolarmente a superare le 12 ore. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite umane.

L'esito complessivo del percorso assistenziale in Italia è fallimentare, e la tendenza — senza interventi strutturali — è destinata a peggiorare.

Il privato convenzionato: risorse sprecate e liste di attesa impossibili

C'è poi una stortura tutta italiana: i soggetti privati impegnati con il Servizio Sanitario Nazionale non possono gestire due liste di attesa separate. Il risultato? Strutture che rimangono parzialmente inutilizzate sul versante privato — perché l'afflusso privato pagante è scarso — mentre sul versante pubblico i cittadini aspettano mesi. Una contraddizione che disperde risorse e penalizza tutti.

Rifondare il SSN: non sarà gratis, ma è necessario

Il settore ha bisogno di una rifondazione profonda. Non sarà a costo zero: anni di chiusure, tagli e esternalizzazioni hanno lasciato un vuoto che richiede investimenti reali. Ma è una necessità ineludibile se vogliamo continuare a definirci uno Stato sociale di diritto.

ProblemaSituazione attualeSoluzione proposta da PA
Fondi lab. convenzionatiEsauriti in 3 mesi in CampaniaFinanziamento distribuito sull'intero anno
Pronto soccorso+100% mortalità, 12h+ attesaRipristino presidi nei territori penalizzati
Privato convenzionatoStrutture inutilizzate + code pubblicheRevisione regime doppia lista d'attesa
Investimenti SSNTagli strutturali pluriennaliPiano investimenti mirati a lungo termine

«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo... e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»

— Art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana

Partecipazione Attiva: un percorso di proposta concreta

Partecipazione Attiva — con Rosa, componente del Comitato organizzativo — ha avviato un percorso strutturato di analisi e proposta per affrontare le disfunzioni del Servizio Sanitario Nazionale. L'obiettivo è individuare soluzioni concrete che utilizzino e ottimizzino le risorse già in campo, integrando dove necessario nuovi investimenti mirati.

🟠 Partecipazione Attiva in campo sulla Sanità

Attraverso Rosa e il Comitato organizzativo, PA sta costruendo proposte strutturate per rifondare il SSN partendo dalle realtà territoriali più colpite — a partire dalla Campania.

La soluzione al problema della sanità pubblica deve avere la massima priorità nell'agenda politica. Non è una questione di ideologia, ma di sopravvivenza di un diritto fondamentale.